lunedì 9 gennaio 2017

Ho fatto un video per i Supercanifradiciadespiaredosi

Non so se nella vostra zona c'è un gruppo che è sia il più vecchio (in termini di età anagrafica e longevità della band) che il più figo (in termini di proposta musicale, di etica del fare l'arte, di cazzutaggine del live).
Qua in Trentino ce l'abbiamo e si chiamano Supercanifradiciadespiaredosi.
Ho avuto la fortuna e l'onore di assistere le loro prove e al loro processo compositivo due volte a settimana per almeno un anno e mezzo, ho cantato in un paio di pezzi di un loro disco. Volevo tantissimo fare parte del gruppo, ma la cosa non funzionava, quindi mi hanno (giustamente, a posteriori) pisciato dal gruppo. Il giorno dopo ho comprato una chitarra acustica di seconda mano ed è nata La Piccola Orchestra Felix Lalù. Probabilmente è stato un bene per tutti (noi).
Cmq l'altro ieri, dopo anni, cambi di lineup e vicissitudini è finalmente uscito un pezzo nuovo (che anticipa l'album nuovo, Geni Compresi). Dico finalmente perché è veramente finalmente.
Con grande onore ho montato un video raccogliendo spazzatura su youtube (io lo chiamo "blob", Boris l'ha definito "cut-up borroughsiano smarzo", me lo tengo volentieri) sul tema Lapponia/neve/fret e con mezzi davvero poco potenti, quindi niente tagli veloci epilessogeni non per scelta, ma per impotenza.
Eccolo.

giovedì 22 dicembre 2016

Le tette del 2016 sono solo l'inizio

Non so perché, ma questo per me è stato l'anno delle tette.
Ho scritto ben due canzoni sulle/colle tette.
Questa per me



Questa per gli Ananda Mida 



Già che c'ero, per il Natale di quest'anno ho preparato dei disegni a pennarello con un unico soggetto, le tette della squillo di Atto di Forza.

Sigla


Eccole.
(A breve altre novità sul tema)



lunedì 5 dicembre 2016

Da qualche tempo canto negli Ananda Mida

Da qualche mese canto negli Ananda Mida (pagina fb). 
Che siamo questi qua

E' successo che loro avevano già il disco strumentale pronto (che era una bomba già così, peraltro). Ma volevano di più. A ferragosto Pablo mi manda le tracce, con la consegna di cantare in inglese e testi positivi (perché il disco fa parte di una trilogia diciamo hegeliana che il primo è positivo, il secondo negativo che non voglio sintetizzare, ma eccetera). In due settimane ne scrivo sei (probabilmente le due settimane più produttive della mia vita). La settimana dopo Pablo mi chiama e mi dice fighe vieni a registrarle. La settimana dopo scendo agli studi Go Down a Savignano sul Rubicone e le registro (e conosceo anche Max e Ale, che avevo visto negli OJM anni fa ma che non conoscevo). Così divento uno dei cantanti degli Ananda Mida. Figo no?
Il mese successivo faccio due concerti con loro a Innsbruck e Zero Branco (TV). Così, senza prove, solo sapendo le canzoni, sulla fiducia. Vanno bene e mi hanno aggiunto al gruppo Watsapp del gruppo, che vuol dire che fai parte del gruppo.
Cantare in un gruppo è figo perché non fai un cazzo. Al massimo carichi e scarichi gli strumenti. L'unica sbatta è aspettare che tutti gli altri musicisti facciano il soundcheck e poi salire per dire SaSa, sì mi sento nella spia e poi scendere. Poi sali sul palco, canti, sudi, poi scendi. Niente da montare, niente da smontare. Avevo sempre sottovalutato che pacchia sia fare il front man. Bella vita, ve la consiglio.
Poi negli Ananda Mida ci suonano musicisti coi controcazzi, oltre che bella gente.
Venerdì scorso è uscito il disco, che si chiama ANODNATIUS ed esce per la Go Down Records.
Tutti i titoli sono ispirati a "I racconti di Belzebù a suo nipote" di Georges Gurdjieff, una specie di professorone ballerino magnamusli che mi sono ripromesso di leggere e che Pablo, il chitarrista, sostiene che sia una figata, anzi "ti cambia la vita".

Prima siamo usciti con questo video della mia canzone KONDUR, che parla di uno che sta in piscina e sta benissimo ma vorrebbe ancora di più. In particolare, nuotare in una piscina fatta tutta di tette. Lo pensate sempre anche voi quando state in piscina vero?


Qui invece ascoltate tutto il disco (ora c'è il cd, poi a febbraio arrivera il vinile)


Le altre che ho scritto io sono:
ANULIOS
Che parla del complicato rapporto tra il sole e la luna.
ASKOKINN
E' la canzone sexy. Parla del profumo di una donna e dell'incapacità di toglierselo di dosso (o dalla mente)
OCCASION
Parla della possibilità di fare e rifare cose eccitanti col cellulare invece di andare in discoteca, ma non si capisce, perché certe parti son state cancellate ;)

Poi in concerto potrete sentire anche la mia versione (nel senso che nel disco sono state preferite le canzoni dell'altro cantante Filippo, che sono obiettivamente fighe) di
HEROPAS
Che parla di come far girare bene una serata
LUNIA
Parla di un gruppo di maschi che vanno a troie, perché il nome originale della canzone era, appunto, Puttantour

Ecco, suoniamo
il 30 dicembre al Sidro, il quartier generale della Go Down a Savignano sul Rubicone.
Altre date per il 2017 in arrivo!

sabato 15 ottobre 2016

No no no che no ai vist l'ors, la cover del premio Nobel





Un paio di anni fa c'è stato un periodo in cui l'orso e il Progetto Ursus erano molto discussi. 
In quel periodo ho scritto questa canzone che parla di una storia assurda e postmoderna su uno che ha incontrato l'orso. Ho fatto il video e lo tenevo lì nella speranza che prima opoi l'orso facesse qualche altro danno, ma probabilmente poi l'orso ha scelto di manetnere un basso profilo, e non si è più fatto vedere.
Ora che Dylan ha preso il Nobel, lo tiro fuori, perché son stufo di aspettare. 
Eccolo.
Sotto il video il testo con la traduzione.
Per la traduzione delle didascalie in noneso nel video, dovrete chiedere a un amico che mastica.



NO CHE NO AI VIST L'ORS
(Cover di Bob Dylan/Guns'n'Roses/Katy Perry)
Testo di Felix Lalù con traduzione in italiano

Sul ziornal de sta domàn/Sul giornale di oggi
Su chei de l'an pasà e de chest'an/Su quello dell'anno scorso e di quest'anno
No se sa se l'è pu le os che le nos/Non si sa se crederci o no
Ma no se parla auter che de l'ors/Ma non si parla altro che dell'orso

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

L'auter dì son nà sul mont/L'altro giorno sono andato nel bosco
No te nmazines nancia, ai encrosà l'ors/Non ci crederai, ho incrociato l'orso
El el mà vardà, mi l'ai vardà/Io l'ho guardato, lui mi ha guardato
Po' mi son na de cà, el l'è nà de là/Poi io sono andato di qua, lui di là

Son pasa zo ala malgia de Vervò/Sono sceso alla malga di Vervò
No gi credevi l'ai encontrà amò/Non ci credevo, l'ho incontrato di nuovo
Ai ciargià la dopia e g'ai sbarà/Ho preso la doppietta e l'ho sparato
L'hai porta a ciasa e l'hai magnà, e l'era bon/L'ho portato a casa e l'ho mangiato
E l'era bon/Ed era buono

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

Sas el bel che che l'è/Sai cos'è il bello?
De la testa e el pel ai fat en tapè/Con la testa e il pelo ho fatto un tappeto
Cole giambe doi bele peze de speck/Con le gambe due speck
E col sacét ai fat en sacét/E con lo scriotot ho fatto un sacchetto

Ades la zent che veign a ciasa/Adesso i miei ospiti
La me domanda ndo che ai tuet tuta ca roba /Mi chiedono dove ho preso tutta sta roba
E mi sai che dirge/E io non so cosa dire
Perché no puedì dirge che ai copà e magnà l'ors/Perché non posso dire che ho ucciso e mangiato l'orso
Gi digi che l'ai crompà sul internet su orsi.com/ Gli dico che l'ho comprato su orsi.com

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

Gi vuel nar en zo/Bisogna andare in su
Gi vuel nar en su/Bisogna andare in giù
Mi no sai 'ngot/Io non so niente
Ci no lo sa 'nzùn/Qua non lo sa nessuno

Atenti de dì/Attenti di giornio
Atenti de not/Attenti di notte
Segur no l'è pu/Di certo non son più
I bos-ci de'n bot/I boschi di una volta

Gi vuel nar en cà/Bisogna andare di qua
Gi vuel nar en là/Bisogna andare in là
Mi no sai che far/Io non so che fare
Se nar o se star/Se andare o restare

Se vues veder l'ors/Se vuoi vedere l'orso
E no farte mal/E non farti male
G'è el Dr. Berfaiter/C'è il Dr. Berfaiter*
Crompete el spray/Comprati lo spray

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso


*Per una disamina dello spray anti-orso del Dr. Berfaiter leggasi:
http://franzmagazine.com/2014/09/26/dott-berfaiter-spray-anti-orso/
https://it-it.facebook.com/berfaiter/
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2014/09/06/news/il-dottor-berfaiter-e-lo-spray-anti-orso-1.9886475


L'avevo fatta live l'anno scorso al concorso Os Dal Nos.
La canzone parte a 0.33.

giovedì 14 luglio 2016

DISCO (La canzone sul matrimonio)



Quattro anni  fa a quest'ora mi sposavo con la Fra.
Per l'occasione lancio il video di DISCO (La canzone sul matrimonio).
Parla di un dj che si sposa una tipa conosciuta in discoteca.
E' evidente che non gli è andata bene come a me.

Ecco il testo

Felix Lalù


DISCO

Quando le ho chiesto la mano
Ero fatto come un caimano
Quando le ho dato l'anello
Non ci stavo con il cervello

Il problema è che la soluzione è anche il problema
Il problema è che il problema è anche la soluzione

Vado in disco
Metto il disco
Regredisco

Il matrimonio è così:
Una banana nello scappamento di una macchina che sgasa
Il matrimonio è così:
Io ti do un bacio e tu mi porti via la casa
Ho sprecato un bidet
Quella sera ho sprecato un bidet
E sprecare un bidet
È la cosa peggiore che c'è

Vado in disco
Metto il disco
Regredisco

Il problema è che il problema è anche la soluzione



venerdì 10 giugno 2016

Anita QuattroEver #21 LO SPORT NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE (SPECIALMENTE QUELLA DELLE CRIATURE)

 
Anita QuattroEver #21

LO SPORT NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE (SPECIALMENTE QUELLA DELLE CRIA
TURE)

Ci sono dei vizi che alla lunga fanno male. A riguardo il mio pensiero è allineato a quello del nonno di Little Miss Sunshine. In breve, il nonno di Little Miss Sunshine sniffa eroina, perché gli va. Mai stato un tossico, nè tantomeno un utilizzatore, ma adesso gli va. Il figlio lo sgama, lo riprende come un bocia e lui si incazza zittendo tutti con un ragionamento perfetto. Riporto tutto il dialogo perché non manca di logica:
Sheryl (la nuora) : Si è messo a sniffare eroina.
Frank (il figlio) : Come? Sniffavi eroina?
Nonno Edwin: Sono vecchio!
Frank: Ma quella roba ti uccide.
Nonno Edwin: Lo so, non sono scemo. E tu [al nipote], stanne lontano, quando si è giovani è da pazzi farsi quella roba.
Frank: E tu, allora?
Nonno Edwin: “Io” che? Io sono vecchio, quando si è vecchi è da pazzi NON farlo.


lunedì 4 aprile 2016

Anita QuattroEver #20: CUBO D'ORO®, L'UNICA SALVEZZA PER NOI GENITORI

Anita QuattroEver (Blog di PAPARISMO SPINTO) #20
CUBO D'ORO®, L'UNICA SALVEZZA PER NOI GENITORI
In cui si illustra la trovata del dr.Berfaiter e della Provincia autonoma di Trento per ridare un po' di respiro a questi disgraziati chiamati genitori.

 

Bonucci ha scavallato i due anni e mezzo. E’ stata una sbatta condita di grandi soddisfazioni e sonno, grande sonno. Dall’essere un “essere fondamentalmente inutile” (il che si evince da alcune delle precedenti disquisizioni: qui, qui e qui), adesso Bonucci (sul perchè mia figlia venga chiamata così, leggasi qui) è una piccola bambina: si muove liberamente, coniuga tanti verbi (il migliore è “vieno” per “vengo”), esprime desideri con garbo, descrive il mondo e prende in giro. Certo è ancora molto corta, come è giusto che sia. Non differenzia ancora bene la F dalla Q (dice “afua”, per acqua, così come “fuà”, “fuando”, “fuattro”), per lei “ieri” è un momento indefinibile nel passato e sono sempre le dieci a qualunque ora del giorno (fino a qualche settimana fa erano le “setteotto”, tuttattaccato). Ma ci sono stati momenti in cui ho rimpianto la solitudine.
In quei casi avrei fatto volentieri come mia zia.

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martedì 29 marzo 2016

Anita QuattroEver #19: LA PANZA DA PADRE

Anita QuattroEver #19
LA PANZA DA PADRE

In cui si svela che la gravidanza è una malattia così radicale che ammala di panza anche i padri. 

 

Alle superiori ero magrissimo. Ero la persona più magra che conoscessi, esclusi i boci dell’Africa. Mi si vedevano le costole attraverso la pelle. Le braghe strette che andavano allora mi erano comunque leggermente larghe. Avanzavo sempre un sacco di lacci di scarpa. Quello che mi distingueva dai boci dell’Africa è che loro avevano la panza e io no. Da adolescente sognavo la panza. Non quella dura dell’Africa, quella molle era la panza da uomo, e io ero un bocia cresciuto (per di più molto simile a un bocia dell’Africa). I miei amici più post-adolescenti avevano la panza e io no. Loro avevano le maniglie dell’amore e io non avevo nè le maniglie nè l’amore. Poi l’amore l’ho trovato, mi mancavano le maniglie dove questo amore potesse aggrapparsi.

martedì 15 marzo 2016

Oggi esce COLTELLATE D'AFFETTO. Ascoltalo in streaming. Scendilo gratis.

Felix Lalù 
COLTELLATE D’AFFETTO
(DreaminGorilla / Riff Records /La Ostia 2016)






Una canzone sulla rivolta e una sull'estate, una sull'amore e una sul ricco Nordest, una sul matrimonio e una sul cantautore, un singolone e un testo impegnato, l'inno di un partito e un messaggio per un figlio, la vera storia delLa Canzone Del Sole e la storia finta di mio nonno che incontra il Diavolo. Un disco pieno sulla gente: gente col disagio, gente che prende il sole, gente che prende botte, gente minorile, gente drogati, gente di Milano, gente che spacca tutto, gente che se la mena, gente che lavora, gente che lavora le mele in Val Di Non, gente straniera che suona, gente straniera che nuota, gente che violenta, gente che fa del male a fin di bene, un sacco di (morti) male, i cantautori e gli zombi. Un paesello del disagio cantato dal giullare di corte sordomuto.


TESTI: Felix Lalù. 
Eccetto:
“Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Felix Lalù, Johnny Mox
“Omar è nero”: Mogol, Felix Lalù
“Vai vai”: Felix Lalù, Bill Hicks (“It’s just a ride”) 
“Pulp Alpestre”: Marco Fiemozzi

MUSICHE: Felix Lalù
Eccetto: 
“Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Johnny Mox

CREDITS 
(in ordine di apparizione)
Felix Lalù
chitarra, voce, cori, kazoo, schiocchi, kaossilator, fischi, piattini, maracas, stilofono beatbox, bicchieri, spada laser, fischietto per uccelli, sax di plastica, thunder drum 
Jacopo Broseghini
Basso in “I gruppi americani”, “Dinamita”, “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet” Mani in “Cosa darei” Cori in “Cosa Darei”, “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet”, “Vai vai” Schiocchi e metallofono in “È il mio amore mio e si chiama Francesca” Chitarra in “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet” Flauto dolce in “Omar è nero” Moog in “Tutta Shanghai”, “Vai vai” e “Pulp alpestre” 
Johnny Mox
Beatbox, organetto, voce in “Tutti quanti vogliono sembrare meglio” 
Elli De Mon
Voce in “La coscienza sociale ai tempi di internet”, Chitarra e voce in “Tutta Shanghai” 
Iacopo Candela aka Candirù
Guitalele, mani e cori in “Cosa Darei” 
Simone Floresta
Voce in “Cosa Darei” e “Gino” 
Sons of Anarchy (Puntata 5x11)
spezzone in “Gino” 
Francesca Padovan
Voce in “È il mio amore mio e si chiama Francesca” 
Gianni Mascotti
Tromba in “Dinamita”, Flicorno in “Gino” 
Phill Reynolds
Voce in “Dinamita” 
Tiziano Caio Mattivi
Voce in “Vai vai” 
Michael “Pero” Pancher
Batteria in “Pulp alpestre” 
Mirko Marconi
Chitarra in “Pulp alpestre”

PRODUZIONE ARTISTICA: Felix Lalù, Jacopo Broseghini. 
Eccetto: “Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Felix Lalù, Jacopo Broseghini, Johnny Mox

REGISTRATO E MISSATO tra novembre 2014 e dicembre 2015 presso lo Wankers’ TBSOD Studio a Vigolo Vattaro da Jacopo Broseghini

GRAFICHE: Felix Lalù

martedì 1 marzo 2016

Coltellate d'affetto TEASER il nuovo disco di Felix Lalù esce il 15 marzo




TEASER
COLTELLATE D'AFFETTO

Cosa darei per
Un poster di Steve Jobs
Che mi dice
Hai sempre un rene
Che si spara nel cuore
O sbaglio?
Ho lavorato così tanto
Volevo dire
Perché va bene la guerra ma è meglio
In riva al mare
Come
I figli degli immigrati
Al sole
E la
DInamita
Il mio amore mio e si chiama
Chiara e
Forse le piace ancora Vasco
Sarà sfregiata coll'azoto
Noooo
Il matrimonio è
Come un giro ingiostra al luna park, quando sali
E' mattina ormai
C'è più rabbia, più nebbia più bamba che in tutta
La festa? Sì
C'ho il cuoricino che fa bum bum
Non differenzia i Rancid dai Pantera
E così
Tra la vita e la morte io vi auguro
I denti bianchi


domenica 28 febbraio 2016

Felix Lalù SUL TUO DIVANO

Sei pigro e non hai voglia di uscire di casa per vedere un concerto? Non c’è problema, Felix Lalù ti vuole bene, discreto pubblico, e si prenderà la sbatta di venire a suonare casa tua
Suonerà non solo per te, ma anche per tutti i tuoi amici.
Strumenti, strumentini e prodotti per la famiglia La Ostia li portiamo noi, ci basta solo una presa per la corrente per il nostro ghetto blaster.
Niente di amplificato, anzi qualcosa sì, ma niente di più potente di uno stereo domestico. Comunque niente che possa far incazzare la vecchia di sotto né la famigliola a lato. Si può fare praticamente ovunque e più il posto è piccolo e meglio è. Un concerto per pochi intimi o per folle oceaniche (questo dipende da quanta gente per metro quadro tu ci voglia stipare).
Calcolare quanto costa è semplice. Puoi anche fare i conti da te: vai su viamichelin.it, calcoli il costo da casa nostra (via Don Pio Zadra 1 Nanno - TN) a casa tua, lo moltiplichi per tre (arrotondando alla decina superiore, minimo 30 euri come la chiamata dell’idraulico).
Alle cibarie, alle bevande, ai buttafuori e alla gente ci pensi tu no?
Se la distanza tra casa tua e la nostra supera l'ora e mezza di viaggio forse è il caso che dormiamo direttamente lì. Che c’hai un posto sul divano per noi? Siamo in uno, massimo due, siamo puliti, silenziosi, gente che si adatta. Cosa aspetti? Scrivi a felix.lalu@gmail.com

Ph: Francesca Padovan