martedì 21 marzo 2017

Come si scrive un inno (TIFIAMO TRENTO)

C'èra bando per scrivere l'inno dell'AC Trento.
Ce ne sono già due, ma uno è vetusto e l'altro sputtana la squadra, quindi si capisce perché ne vogliono uno nuovo.
Parto guardandomi gli inni.
E gli inni fighio al mondo sono due.
Uno è questo


Ma questo è troppo canzone e poco inno.
L'inno inno più figo è questo.


Che poi l'han sostituito con questo di Emis Killa e Saturnino, che al confronto fa cagare.
Ci ho pensato un po' e poi sotto la doccia mi è venuto in mente il ritornello.
Provo a cavarne gli accordi ma faccio fatica.
Mi accorgo cvhe in qualche modo l'incedere della canzone è uguale all'incedere di questa
(che, peraltro, è una super canzone).


Tiro fuori gli accordi dell'accompagnamento (due in tutto, come Arbore),
uso le stesse anche per la strofa, ma accelerate.
Perché il ritornello è come il maiale, non si butta via niente.
Butto giù la melodia della strofa.
Registro la canzone a casa.
La mando a Jacopo e gli propongo di arrangiarla insieme.

Passiamo la prima mezza giornata di lavoro a guardare video per capire in che direzione andare.
Ci guardiamo una marea di inni (ma veramnete tanti) ma, come dicevo, i più fighi rimangono quelli sopra.
Pensiamo che serva un ooooo e un incedere alla Coldplay.


La vorremmo tamarra come questa.


Io la vorrei anche negra come Bruno Mars e Jacopo mi dice che è un nano e in effetti tutte le inquadrature sono dal basso ma comunque è un figo.


Cominciamo dai battimani, che ci stan sempre.
Scopriamo che c'è un guinness dei primati del battimano.
Il più veloce è questo.


Ma è una vittoria senza stile, un record freddo.
Questo invece ne ha fatti qualcuno in meno, ma è un gallo di dio.
Senti che stile.
Toast diventa il nostro mito da subito.


Scegliamo i clap di questa canzone dei Meters, perché hanno anche un po di cembalino.


Poi già che ci siamo aggiungiamo anche le nostre mani.
Ci guardiamo questo per ispirarci altra tamarraggine.


Così invece è come NON la vogliamo.



Registriamo il moog, tenendo il tasto schiacciato con lo scotch carta, perché è sbatta.
Registriamo un'altra specie di moog pedale di Jacopo. 
Registro le voci, ma il testo non è ancora completo.
Poi me ne vado.
La vogliamo troppo tamarra e noi non siamo tamarri all'altezza.
La canzone è ancora senz'anima.

La settimana dopo torno su e magicamente sono apparse delle chitarre come queste.
E' passato Carmelo (The SQuirties, Little Finger) e Jacopo gli ha fatto fare dieci secondi di chitarra alla U2 con le note che servono.
Tipo così.


 Li loopiamo e abbiamo le chitarre che urlano U2 (che poi sono gli antesignani dei Coldplay per il gay rock da stadio) da tutti i pori ma vabbè.

Facciamo le parti di basso, io le voglio molto negre, Jacopo trova le note negre giuste.

Quel giorno lì passa anche Florio, che ha già fatto i falsetti su queste mie canzoni (1, 2 e 3) e pertanto è diventato il nostro falsettista di fiducia.
Registra i suoi splendidi falsetti.
Jacopo propone un cambio di accordi nel ritornello. 
Ognuno lo fa come gli viene.
Lui propone una roba. 
Florio ne propone un'altra, che sta bene con la sua.
La mia parte è tipo una sesta, una roba da jazzista dicono.
Il Rasoio d'Occam sceglie le loro due, che stanno bene insieme, e cestina la mia.
Ormai è tardi per registrare.

La volta dopo abbiamo il testo finale, mezzo in italiano e mezzo in trentinèl, il dialetto di Trento.
Ma io sono noneso e Jacopo è di Pinè e dobbiamo chiedere aiuto a un'amica di Trento, che ci corregge il testo come una vera maestrina.
Passa Manuel, che ha fatto il gallo con le t-shirt e me ne ha comprata una piccola. Passa per recuperare la misura giusta. 
Gli facciamo sentire la canzone.
C'è un pezzo (lo special) che non funziona ancora.
Propone di mettere una telecronaca,. alla Pizzul.
Quando se ne va, scriviamo una telecronaca mezza in trentino e mezza in italiano.

Ci aggiungiamo un suono di bomba


E un festeggiamento sudamericano che ci sta sempre bene.


Poi passa Federico (TBSOD) e in mezzora ci registra una batteria perfetta.
Altre sbatte di taglia e cuci di Jacopo e la canzone è pronta!
Non siamo riusciti a essere tamarri come volevamo, ma siamo contenti.


Tutto questo solo per far capire quanto c'è dietro la costruzione di una canzone come questa.
Dell'originale ha il testo dei ritornelli in italiano, che la melodia l'abbiamo riarrangiata.
Del testo originale forse i primi quattro versi, tutto il resto l'abbiamo aggiunto stradafacendo.
Era un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.

Eccola.
La puoi sentire qui

La puoi anche votare su FB, con un GRANDE CUORE ROSSO, anche se non si capisce bene come e neanche si sa quanto conterà alla fine.
Puoi votare anche le altre, volendo. Le scolti tutte qui.
C'è quella tamarra vera.
Quella dei boci.
Quella Ligabue.
Quella adolescente.
Quella metallara.
Ce n'è per tutti i gusti.

Qui ascolti anche quelle che non hanno raggiunto la finale,
tra cui a mio avviso c'è qualche perla ingiustamente scartate, tra cui gli amici Fabio Girardi (Taio Best Sound) e Giacomone Gardumi.

Il testo è questo:

TIFIAMO TRENTO

Veniamo dal Trentino
Ma siam più di 33 

Siamo arrivati in tanti
E per gli altri non ce n'è
 

Tifiamo Trento
Dai vieni anche tu
Tifiamo Trento
Un sogno giallo e blu 


Ne pias nar a far festa  
Cole piume sul capèl
Quande che fa gol el Trento
No ghe nient de pu bel

Sen i Aquiloti
Devoti al balon
Baten le ale
Sgolan zò dal Bondon

Tifiamo Trento
Dai vieni anche tu
Tifiamo Trento
Un sogno giallo e blu
L'albitro el zifola
Scota la bala
Alza la testa
Descarga sul ala
Vai de veronica
Faghe el filtrante
Po' zo sula fasa
Col scatto bruciante
Cròsela en mez
Dai che el la enzuca
Spinza la bala
Gooooooooool
 


Tifiamo Trento
Con tutta la città
Tifiamo Trento
Fino alla Serie A
 


Tifiamo Trento
Dai vieni anche tu
Tifiamo Trento
Un sogno giallo e blu

Felix Lalù: voce, cori, clap
Jacopo Broseghini: cori, moog, basso elettrico, sonic dream machine, clap
Simone Floresta: cori
Alessandro Galvan: chitarra
Federico Sassudelli: batteria
The Meters: clap





mercoledì 8 febbraio 2017

BRACCIA STRAPATE ALL'AGRICOLTU' (ep 2006)

(Questo post doveva uscir qualche mese fa, ma me lo sono dimenticato lì) 

 
Nel 2006 i Piccolo Male Puro non c'erano più. Dopo un ep di quattro canzoni avevamo un disco pronto da registrare che ci sembrava una bomba. Morto il gruppo, non valeva la pena farlo con qualcun altro. Quelle erano le nostre canzoni. Non avrei mai suonato quella roba lì con altra gente. Se avessi conosciuto la quantità di musicisti che conosco oggi avrei proposto subito a qualcuno di formare un'altra band, diversa. Ma vivevo a Trento, non conoscevo nessuno, e mi piaceva suonare. Anzi suonare neanche così tanto. Mi piaceva fare le canzoni. Avevo una chitarra classica comprata dieci anni prima e mai imparata. Forse un paio di volte l'avevo pure accordata, ma non credo di essere mai andato oltre Come As You Are, che era la Smoke On The Water dei Novanta.
Ero tornato da poco dalla Spagna, dove avevo incontrato la patchanka e il flamenco (e il flamenco hiphop). Carlitos, un amico spagnolo (che ora suona la chitarra qui) mi aveva insegnato come fare il levare del reggae mentre guardavamo i maiali mangiare. Mi sembrava il modo di suonare più semplice del mondo. Ci potevi suonare tutto. E tutto suonava solare.
Ho scoperto l'esistenza dei programmi di registrazione scaricabili a tradimento e mi son messo a registrare le canzoncine che suonavo a casa. Con un microfono da ufficio. Facevo un sacco di sovraincisioni senza curarmi dei rumori di fondo. Non mi interessava che suonassero bene, mi interessava che uscissero da delle casse, invece di sbattermi a suonarle.
In qualche modo, avevo uscito il disco.
 Un po' reggae, un po' Piccolo Male Puro, un po' (coro della) montagna.
Non poteva che chiamarsi BRACCIA STRAPATE ALL'AGRICOLTU'

lunedì 9 gennaio 2017

Ho fatto un video per i Supercanifradiciadespiaredosi

Non so se nella vostra zona c'è un gruppo che è sia il più vecchio (in termini di età anagrafica e longevità della band) che il più figo (in termini di proposta musicale, di etica del fare l'arte, di cazzutaggine del live).
Qua in Trentino ce l'abbiamo e si chiamano Supercanifradiciadespiaredosi.
Ho avuto la fortuna e l'onore di assistere le loro prove e al loro processo compositivo due volte a settimana per almeno un anno e mezzo, ho cantato in un paio di pezzi di un loro disco. Volevo tantissimo fare parte del gruppo, ma la cosa non funzionava, quindi mi hanno (giustamente, a posteriori) pisciato dal gruppo. Il giorno dopo ho comprato una chitarra acustica di seconda mano ed è nata La Piccola Orchestra Felix Lalù. Probabilmente è stato un bene per tutti (noi).
Cmq l'altro ieri, dopo anni, cambi di lineup e vicissitudini è finalmente uscito un pezzo nuovo (che anticipa l'album nuovo, Geni Compresi). Dico finalmente perché è veramente finalmente.
Con grande onore ho montato un video raccogliendo spazzatura su youtube (io lo chiamo "blob", Boris l'ha definito "cut-up borroughsiano smarzo", me lo tengo volentieri) sul tema Lapponia/neve/fret e con mezzi davvero poco potenti, quindi niente tagli veloci epilessogeni non per scelta, ma per impotenza.
Eccolo.

giovedì 22 dicembre 2016

Le tette del 2016 sono solo l'inizio

Non so perché, ma questo per me è stato l'anno delle tette.
Ho scritto ben due canzoni sulle/colle tette.
Questa per me



Questa per gli Ananda Mida 



Già che c'ero, per il Natale di quest'anno ho preparato dei disegni a pennarello con un unico soggetto, le tette della squillo di Atto di Forza.

Sigla


Eccole.
(A breve altre novità sul tema)



lunedì 5 dicembre 2016

Da qualche tempo canto negli Ananda Mida

Da qualche mese canto negli Ananda Mida (pagina fb). 
Che siamo questi qua

E' successo che loro avevano già il disco strumentale pronto (che era una bomba già così, peraltro). Ma volevano di più. A ferragosto Pablo mi manda le tracce, con la consegna di cantare in inglese e testi positivi (perché il disco fa parte di una trilogia diciamo hegeliana che il primo è positivo, il secondo negativo che non voglio sintetizzare, ma eccetera). In due settimane ne scrivo sei (probabilmente le due settimane più produttive della mia vita). La settimana dopo Pablo mi chiama e mi dice fighe vieni a registrarle. La settimana dopo scendo agli studi Go Down a Savignano sul Rubicone e le registro (e conosceo anche Max e Ale, che avevo visto negli OJM anni fa ma che non conoscevo). Così divento uno dei cantanti degli Ananda Mida. Figo no?
Il mese successivo faccio due concerti con loro a Innsbruck e Zero Branco (TV). Così, senza prove, solo sapendo le canzoni, sulla fiducia. Vanno bene e mi hanno aggiunto al gruppo Watsapp del gruppo, che vuol dire che fai parte del gruppo.
Cantare in un gruppo è figo perché non fai un cazzo. Al massimo carichi e scarichi gli strumenti. L'unica sbatta è aspettare che tutti gli altri musicisti facciano il soundcheck e poi salire per dire SaSa, sì mi sento nella spia e poi scendere. Poi sali sul palco, canti, sudi, poi scendi. Niente da montare, niente da smontare. Avevo sempre sottovalutato che pacchia sia fare il front man. Bella vita, ve la consiglio.
Poi negli Ananda Mida ci suonano musicisti coi controcazzi, oltre che bella gente.
Venerdì scorso è uscito il disco, che si chiama ANODNATIUS ed esce per la Go Down Records.
Tutti i titoli sono ispirati a "I racconti di Belzebù a suo nipote" di Georges Gurdjieff, una specie di professorone ballerino magnamusli che mi sono ripromesso di leggere e che Pablo, il chitarrista, sostiene che sia una figata, anzi "ti cambia la vita".

Prima siamo usciti con questo video della mia canzone KONDUR, che parla di uno che sta in piscina e sta benissimo ma vorrebbe ancora di più. In particolare, nuotare in una piscina fatta tutta di tette. Lo pensate sempre anche voi quando state in piscina vero?


Qui invece ascoltate tutto il disco (ora c'è il cd, poi a febbraio arrivera il vinile)


Le altre che ho scritto io sono:
ANULIOS
Che parla del complicato rapporto tra il sole e la luna.
ASKOKINN
E' la canzone sexy. Parla del profumo di una donna e dell'incapacità di toglierselo di dosso (o dalla mente)
OCCASION
Parla della possibilità di fare e rifare cose eccitanti col cellulare invece di andare in discoteca, ma non si capisce, perché certe parti son state cancellate ;)

Poi in concerto potrete sentire anche la mia versione (nel senso che nel disco sono state preferite le canzoni dell'altro cantante Filippo, che sono obiettivamente fighe) di
HEROPAS
Che parla di come far girare bene una serata
LUNIA
Parla di un gruppo di maschi che vanno a troie, perché il nome originale della canzone era, appunto, Puttantour

Ecco, suoniamo
il 30 dicembre al Sidro, il quartier generale della Go Down a Savignano sul Rubicone.
Altre date per il 2017 in arrivo!

sabato 15 ottobre 2016

No no no che no ai vist l'ors, la cover del premio Nobel





Un paio di anni fa c'è stato un periodo in cui l'orso e il Progetto Ursus erano molto discussi. 
In quel periodo ho scritto questa canzone che parla di una storia assurda e postmoderna su uno che ha incontrato l'orso. Ho fatto il video e lo tenevo lì nella speranza che prima opoi l'orso facesse qualche altro danno, ma probabilmente poi l'orso ha scelto di manetnere un basso profilo, e non si è più fatto vedere.
Ora che Dylan ha preso il Nobel, lo tiro fuori, perché son stufo di aspettare. 
Eccolo.
Sotto il video il testo con la traduzione.
Per la traduzione delle didascalie in noneso nel video, dovrete chiedere a un amico che mastica.



NO CHE NO AI VIST L'ORS
(Cover di Bob Dylan/Guns'n'Roses/Katy Perry)
Testo di Felix Lalù con traduzione in italiano

Sul ziornal de sta domàn/Sul giornale di oggi
Su chei de l'an pasà e de chest'an/Su quello dell'anno scorso e di quest'anno
No se sa se l'è pu le os che le nos/Non si sa se crederci o no
Ma no se parla auter che de l'ors/Ma non si parla altro che dell'orso

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

L'auter dì son nà sul mont/L'altro giorno sono andato nel bosco
No te nmazines nancia, ai encrosà l'ors/Non ci crederai, ho incrociato l'orso
El el mà vardà, mi l'ai vardà/Io l'ho guardato, lui mi ha guardato
Po' mi son na de cà, el l'è nà de là/Poi io sono andato di qua, lui di là

Son pasa zo ala malgia de Vervò/Sono sceso alla malga di Vervò
No gi credevi l'ai encontrà amò/Non ci credevo, l'ho incontrato di nuovo
Ai ciargià la dopia e g'ai sbarà/Ho preso la doppietta e l'ho sparato
L'hai porta a ciasa e l'hai magnà, e l'era bon/L'ho portato a casa e l'ho mangiato
E l'era bon/Ed era buono

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

Sas el bel che che l'è/Sai cos'è il bello?
De la testa e el pel ai fat en tapè/Con la testa e il pelo ho fatto un tappeto
Cole giambe doi bele peze de speck/Con le gambe due speck
E col sacét ai fat en sacét/E con lo scriotot ho fatto un sacchetto

Ades la zent che veign a ciasa/Adesso i miei ospiti
La me domanda ndo che ai tuet tuta ca roba /Mi chiedono dove ho preso tutta sta roba
E mi sai che dirge/E io non so cosa dire
Perché no puedì dirge che ai copà e magnà l'ors/Perché non posso dire che ho ucciso e mangiato l'orso
Gi digi che l'ai crompà sul internet su orsi.com/ Gli dico che l'ho comprato su orsi.com

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso

Gi vuel nar en zo/Bisogna andare in su
Gi vuel nar en su/Bisogna andare in giù
Mi no sai 'ngot/Io non so niente
Ci no lo sa 'nzùn/Qua non lo sa nessuno

Atenti de dì/Attenti di giornio
Atenti de not/Attenti di notte
Segur no l'è pu/Di certo non son più
I bos-ci de'n bot/I boschi di una volta

Gi vuel nar en cà/Bisogna andare di qua
Gi vuel nar en là/Bisogna andare in là
Mi no sai che far/Io non so che fare
Se nar o se star/Se andare o restare

Se vues veder l'ors/Se vuoi vedere l'orso
E no farte mal/E non farti male
G'è el Dr. Berfaiter/C'è il Dr. Berfaiter*
Crompete el spray/Comprati lo spray

Ma no che no ai vist l'ors/No, non ho visto l'orso


*Per una disamina dello spray anti-orso del Dr. Berfaiter leggasi:
http://franzmagazine.com/2014/09/26/dott-berfaiter-spray-anti-orso/
https://it-it.facebook.com/berfaiter/
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2014/09/06/news/il-dottor-berfaiter-e-lo-spray-anti-orso-1.9886475


L'avevo fatta live l'anno scorso al concorso Os Dal Nos.
La canzone parte a 0.33.

giovedì 14 luglio 2016

DISCO (La canzone sul matrimonio)



Quattro anni  fa a quest'ora mi sposavo con la Fra.
Per l'occasione lancio il video di DISCO (La canzone sul matrimonio).
Parla di un dj che si sposa una tipa conosciuta in discoteca.
E' evidente che non gli è andata bene come a me.

Ecco il testo

Felix Lalù


DISCO

Quando le ho chiesto la mano
Ero fatto come un caimano
Quando le ho dato l'anello
Non ci stavo con il cervello

Il problema è che la soluzione è anche il problema
Il problema è che il problema è anche la soluzione

Vado in disco
Metto il disco
Regredisco

Il matrimonio è così:
Una banana nello scappamento di una macchina che sgasa
Il matrimonio è così:
Io ti do un bacio e tu mi porti via la casa
Ho sprecato un bidet
Quella sera ho sprecato un bidet
E sprecare un bidet
È la cosa peggiore che c'è

Vado in disco
Metto il disco
Regredisco

Il problema è che il problema è anche la soluzione



venerdì 10 giugno 2016

Anita QuattroEver #21 LO SPORT NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE (SPECIALMENTE QUELLA DELLE CRIATURE)

 
Anita QuattroEver #21

LO SPORT NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE (SPECIALMENTE QUELLA DELLE CRIA
TURE)

Ci sono dei vizi che alla lunga fanno male. A riguardo il mio pensiero è allineato a quello del nonno di Little Miss Sunshine. In breve, il nonno di Little Miss Sunshine sniffa eroina, perché gli va. Mai stato un tossico, nè tantomeno un utilizzatore, ma adesso gli va. Il figlio lo sgama, lo riprende come un bocia e lui si incazza zittendo tutti con un ragionamento perfetto. Riporto tutto il dialogo perché non manca di logica:
Sheryl (la nuora) : Si è messo a sniffare eroina.
Frank (il figlio) : Come? Sniffavi eroina?
Nonno Edwin: Sono vecchio!
Frank: Ma quella roba ti uccide.
Nonno Edwin: Lo so, non sono scemo. E tu [al nipote], stanne lontano, quando si è giovani è da pazzi farsi quella roba.
Frank: E tu, allora?
Nonno Edwin: “Io” che? Io sono vecchio, quando si è vecchi è da pazzi NON farlo.


lunedì 4 aprile 2016

Anita QuattroEver #20: CUBO D'ORO®, L'UNICA SALVEZZA PER NOI GENITORI

Anita QuattroEver (Blog di PAPARISMO SPINTO) #20
CUBO D'ORO®, L'UNICA SALVEZZA PER NOI GENITORI
In cui si illustra la trovata del dr.Berfaiter e della Provincia autonoma di Trento per ridare un po' di respiro a questi disgraziati chiamati genitori.

 

Bonucci ha scavallato i due anni e mezzo. E’ stata una sbatta condita di grandi soddisfazioni e sonno, grande sonno. Dall’essere un “essere fondamentalmente inutile” (il che si evince da alcune delle precedenti disquisizioni: qui, qui e qui), adesso Bonucci (sul perchè mia figlia venga chiamata così, leggasi qui) è una piccola bambina: si muove liberamente, coniuga tanti verbi (il migliore è “vieno” per “vengo”), esprime desideri con garbo, descrive il mondo e prende in giro. Certo è ancora molto corta, come è giusto che sia. Non differenzia ancora bene la F dalla Q (dice “afua”, per acqua, così come “fuà”, “fuando”, “fuattro”), per lei “ieri” è un momento indefinibile nel passato e sono sempre le dieci a qualunque ora del giorno (fino a qualche settimana fa erano le “setteotto”, tuttattaccato). Ma ci sono stati momenti in cui ho rimpianto la solitudine.
In quei casi avrei fatto volentieri come mia zia.

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martedì 29 marzo 2016

Anita QuattroEver #19: LA PANZA DA PADRE

Anita QuattroEver #19
LA PANZA DA PADRE

In cui si svela che la gravidanza è una malattia così radicale che ammala di panza anche i padri. 

 

Alle superiori ero magrissimo. Ero la persona più magra che conoscessi, esclusi i boci dell’Africa. Mi si vedevano le costole attraverso la pelle. Le braghe strette che andavano allora mi erano comunque leggermente larghe. Avanzavo sempre un sacco di lacci di scarpa. Quello che mi distingueva dai boci dell’Africa è che loro avevano la panza e io no. Da adolescente sognavo la panza. Non quella dura dell’Africa, quella molle era la panza da uomo, e io ero un bocia cresciuto (per di più molto simile a un bocia dell’Africa). I miei amici più post-adolescenti avevano la panza e io no. Loro avevano le maniglie dell’amore e io non avevo nè le maniglie nè l’amore. Poi l’amore l’ho trovato, mi mancavano le maniglie dove questo amore potesse aggrapparsi.

martedì 15 marzo 2016

Oggi esce COLTELLATE D'AFFETTO. Ascoltalo in streaming. Scendilo gratis.

Felix Lalù 
COLTELLATE D’AFFETTO
(DreaminGorilla / Riff Records /La Ostia 2016)






Una canzone sulla rivolta e una sull'estate, una sull'amore e una sul ricco Nordest, una sul matrimonio e una sul cantautore, un singolone e un testo impegnato, l'inno di un partito e un messaggio per un figlio, la vera storia delLa Canzone Del Sole e la storia finta di mio nonno che incontra il Diavolo. Un disco pieno sulla gente: gente col disagio, gente che prende il sole, gente che prende botte, gente minorile, gente drogati, gente di Milano, gente che spacca tutto, gente che se la mena, gente che lavora, gente che lavora le mele in Val Di Non, gente straniera che suona, gente straniera che nuota, gente che violenta, gente che fa del male a fin di bene, un sacco di (morti) male, i cantautori e gli zombi. Un paesello del disagio cantato dal giullare di corte sordomuto.


TESTI: Felix Lalù. 
Eccetto:
“Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Felix Lalù, Johnny Mox
“Omar è nero”: Mogol, Felix Lalù
“Vai vai”: Felix Lalù, Bill Hicks (“It’s just a ride”) 
“Pulp Alpestre”: Marco Fiemozzi

MUSICHE: Felix Lalù
Eccetto: 
“Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Johnny Mox

CREDITS 
(in ordine di apparizione)
Felix Lalù
chitarra, voce, cori, kazoo, schiocchi, kaossilator, fischi, piattini, maracas, stilofono beatbox, bicchieri, spada laser, fischietto per uccelli, sax di plastica, thunder drum 
Jacopo Broseghini
Basso in “I gruppi americani”, “Dinamita”, “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet” Mani in “Cosa darei” Cori in “Cosa Darei”, “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet”, “Vai vai” Schiocchi e metallofono in “È il mio amore mio e si chiama Francesca” Chitarra in “Gino”, “La coscienza sociale ai tempi di internet” Flauto dolce in “Omar è nero” Moog in “Tutta Shanghai”, “Vai vai” e “Pulp alpestre” 
Johnny Mox
Beatbox, organetto, voce in “Tutti quanti vogliono sembrare meglio” 
Elli De Mon
Voce in “La coscienza sociale ai tempi di internet”, Chitarra e voce in “Tutta Shanghai” 
Iacopo Candela aka Candirù
Guitalele, mani e cori in “Cosa Darei” 
Simone Floresta
Voce in “Cosa Darei” e “Gino” 
Sons of Anarchy (Puntata 5x11)
spezzone in “Gino” 
Francesca Padovan
Voce in “È il mio amore mio e si chiama Francesca” 
Gianni Mascotti
Tromba in “Dinamita”, Flicorno in “Gino” 
Phill Reynolds
Voce in “Dinamita” 
Tiziano Caio Mattivi
Voce in “Vai vai” 
Michael “Pero” Pancher
Batteria in “Pulp alpestre” 
Mirko Marconi
Chitarra in “Pulp alpestre”

PRODUZIONE ARTISTICA: Felix Lalù, Jacopo Broseghini. 
Eccetto: “Tutti quanti vogliono sembrare meglio”: Felix Lalù, Jacopo Broseghini, Johnny Mox

REGISTRATO E MISSATO tra novembre 2014 e dicembre 2015 presso lo Wankers’ TBSOD Studio a Vigolo Vattaro da Jacopo Broseghini

GRAFICHE: Felix Lalù

martedì 1 marzo 2016

Coltellate d'affetto TEASER il nuovo disco di Felix Lalù esce il 15 marzo




TEASER
COLTELLATE D'AFFETTO

Cosa darei per
Un poster di Steve Jobs
Che mi dice
Hai sempre un rene
Che si spara nel cuore
O sbaglio?
Ho lavorato così tanto
Volevo dire
Perché va bene la guerra ma è meglio
In riva al mare
Come
I figli degli immigrati
Al sole
E la
DInamita
Il mio amore mio e si chiama
Chiara e
Forse le piace ancora Vasco
Sarà sfregiata coll'azoto
Noooo
Il matrimonio è
Come un giro ingiostra al luna park, quando sali
E' mattina ormai
C'è più rabbia, più nebbia più bamba che in tutta
La festa? Sì
C'ho il cuoricino che fa bum bum
Non differenzia i Rancid dai Pantera
E così
Tra la vita e la morte io vi auguro
I denti bianchi


domenica 28 febbraio 2016

Felix Lalù SUL TUO DIVANO

Sei pigro e non hai voglia di uscire di casa per vedere un concerto? Non c’è problema, Felix Lalù ti vuole bene, discreto pubblico, e si prenderà la sbatta di venire a suonare casa tua
Suonerà non solo per te, ma anche per tutti i tuoi amici.
Strumenti, strumentini e prodotti per la famiglia La Ostia li portiamo noi, ci basta solo una presa per la corrente per il nostro ghetto blaster.
Niente di amplificato, anzi qualcosa sì, ma niente di più potente di uno stereo domestico. Comunque niente che possa far incazzare la vecchia di sotto né la famigliola a lato. Si può fare praticamente ovunque e più il posto è piccolo e meglio è. Un concerto per pochi intimi o per folle oceaniche (questo dipende da quanta gente per metro quadro tu ci voglia stipare).
Calcolare quanto costa è semplice. Puoi anche fare i conti da te: vai su viamichelin.it, calcoli il costo da casa nostra (via Don Pio Zadra 1 Nanno - TN) a casa tua, lo moltiplichi per tre (arrotondando alla decina superiore, minimo 30 euri come la chiamata dell’idraulico).
Alle cibarie, alle bevande, ai buttafuori e alla gente ci pensi tu no?
Se la distanza tra casa tua e la nostra supera l'ora e mezza di viaggio forse è il caso che dormiamo direttamente lì. Che c’hai un posto sul divano per noi? Siamo in uno, massimo due, siamo puliti, silenziosi, gente che si adatta. Cosa aspetti? Scrivi a felix.lalu@gmail.com

Ph: Francesca Padovan